Cappelletti all’uso di Romagna
Sono così chiamati per la loro forma a cappello. Ecco il modo più semplice di farli onde riescano meno gravi allo stomaco. Ricotta, oppure metà ricotta e metà cacio raviggiolo, grammi 180. Mezzo petto di cappone cotto nel burro, condito con sale e pepe, e tritato fine fine colla lunetta. Parmigiano grattato, grammi 30. Uova, uno intero e un rosso. Odore di noce moscata, poche spezie, scorza di limone a chi piace. Un pizzico di sale. Assaggiate il composto per poterlo al caso correggere, perché gl’ingredienti non corrispondono sempre a un modo. Mancando il petto di cappone, supplite con grammi 100 di magro di maiale nella lombata, cotto e condizionato nella stessa maniera. Se la ricotta o il raviggiolo fossero troppo morbidi, lasciate addietro la chiara d’uovo oppure aggiungete un altro rosso se il composto riescisse troppo sodo. Per chiuderlo fate una sfoglia piuttosto tenera di farina spenta con sole uova servendovi anche di qualche chiara rimasta, e tagliatela con un disco rotondo della grandezza come quello segnato…
“La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi
Così il magistrale Pellegrino Artusi presenta e consegna alla storia i cappelletti.
L’incipit di questo articolo non è casuale, ma vuole iniziare una celebrazione per quello che per noi romagnoli è uno dei piatti più importanti della tradizione: i cappelletti, meglio se in brodo.
Nella mia famiglia i cappelletti in brodo sono importanti, al punto che costituiscono la portata principale non solo a Natale, ma in tutte le feste “comandate”, Ferragosto compreso. Ditemi se non è amore mangiare i cappelletti in brodo a metà agosto!
Uno dei miei sogni nel cassetto è sempre stato quello di creare un brand Casual Dining incentrato su due o tre specialità tipiche della Mia Romagna, quella alta, quella che confina con la Toscana, nel Casentino. I cappelletti, in brodo o asciutti, sarebbero una delle specialità. Esiste però già un brand capace di rendere omaggio a questo piatto celestiale: Ca’ Pelletti.
4 ristoranti e un negozio specializzati in cappelletti (quelli della “bassa Romagna”, non i “miei”), tagliatelle, garganelli, piadina… e una promessa autentica, che comprendo al volo:
SEMPRE PRONTI AD ACCOGLIERTI
Se ami la buona cucina e adori la Romagna, Ca’ Pelletti fa per te! Le nostre locande sono pronte ad accoglierti e con la cucina sempre aperta puoi gustare il meglio dei piatti romagnoli a qualsiasi ora!
Link: https://www.capellettilocandadiromagna.it/
Nonostante la mia anima romagnola più intransigente e campanilistica, apprezzo davvero il brand Ca’ Pelletti, perchè quando ne sento parlare o passo vicino al suo ristorante di Milano mi sento per un attimo a casa e, davvero, mi mette di buon umore.
Ca’ Pelletti è stato anche uno dei primissimi brand Casual Dining specializzato in “pasta” (nasce nel 2013) , anticipando il più noto MISCUSI (nato nel 2016). Il brand d’ispirazione romagnola ha preceduto MISCUSI anche su un altro fronte: il negozio. Qualche mese fa, a maggio 2020, molti commentavano la novità della nascita di MISCUSI Bottega. Il brand milanese aveva appena lanciato la sua intelligente iniziativa per attraversare le acque tempestose della crisi Covid-19, ma Ca’ Pelletti non è da meno, perchè da anni propone una propria bottega, fisica, in ogni punto vendita! Romagnoli cervello fino!

C’è una cosa di MISCUSI che apprezzo molto e penso sia più “attraente” rispetto a Ca’ Pelletti: la promessa.
La pasta unisce e rende felici le persone.
Link: https://www.miscusi.com/it/
Quanta verità, soprattutto quando si tratta di cappelletti e di festività!
Buon Natale a tutti, cari lettori.
Gabriele Mancosu



