Oggi scopriamo Sweet Paris, un brand che ha deciso di portare con successo le crepes negli Stati Uniti.
Sweet Paris è nato nel 2012 a Houston, per opera dei due coniugi Ivan e Allison Chavez. I nostri protagonisti si sono lanciati in questa avventura dopo aver viaggiato in lungo e in largo per l’Europa, trovando e gustando nei paesi del Vecchio Continente delle tipiche versioni di questo piatto.
Per i francesi si chiama Crêpe, per gli italiani Crespella, per i popoli dell’est Europa si chiama Palacinka, ma la sostanza non cambia: siamo di fronte a un piatto buonissimo, versatile e veloce da preparare. Insomma, la specializzazione perfetta per un brand Fast Casual!
La promessa di Sweet Paris ai clienti è ambiziosa.
Da Sweet Paris, la vita è fatta per essere goduta.
Ogni giorno – e ogni morso – è un’opportunità per assaporare tutto ciò che c’è di buono nel mondo.
Link: https://www.sweetparis.com/
Il brand conta oggi 11 punti vendita, 10 negli Stati Uniti e 1 in Messico. Il successo di Sweet Paris continua nonostante la pandemia e due degli 11 ristoranti sono stati aperti proprio in piena crisi Covid-19.
Intervistati, i due coniugi hanno però sottolineato come il format è stato pensato ed è ancora radicalmente basato sull’esperienza del cliente nel punto vendita e “non vedono l’ora” che i clienti tornino con regolarità nei ristoranti, perchè nel servizio e nell’atmosfera sono convinti di essere fortissimi!
I Chavez non arrivano dalla ristorazione, ma non sono stati affatto degli sprovveduti! Hanno progettato Sweet Paris per oltre un anno e lo hanno lanciato solo dopo aver pianificato e imparato tantissime cose importanti.
Proprio sulla tanto decantata “atmosfera” hanno fatto e fanno investimenti importanti per ogni nuova apertura:
Sweet Paris è stato progettato per ricreare l’esperienza dei bistrot europei, completa di cucine aperte, stucco veneziano e lampadari. La musica è importante, così come l’illuminazione. Ci siamo davvero concentrati su tutte queste cose e persino sui colori. L’appeal visivo è stato perfettamente sincronizzato, poiché Sweet Paris ha aperto proprio mentre Instagram e altri social media sono diventati strumenti di marketing seri per i brand.
Link: https://bit.ly/2PIQc1g
Proprio questa attenzione all’atmosfera, all’ambiente, alla location e le osservazioni fatte dopo le prime due aperture, hanno portato i proprietari ha capire bene in quali quartieri e zone delle città aprire:
Abbiamo imparato dalla seconda apertura che dobbiamo essere nei centri lifestyle. Riconosciamo che Sweet Paris non può essere ad ogni angolo di strada o perdersi lungo le higway. Deve essere in un luogo che abbia retailers e punti ristoro complementari!
Link: https://bit.ly/2PIQc1g
Un’ultima curiosità su Sweet Paris: accennavo prima alla crescita nonostante la pandemia. Pare che uno dei fattori più determinanti sia stata la presenza in ogni punto vendita di un patio o dehors, così da permettere ai clienti di poter essere comunque serviti nel ristorante.
E indovinate chi ha voluto che ogni ristorante avesse questa caratteristica? I coniugi Chavez, così attenti alla cura della location e dell’ambiente in cui i clienti vivono l’esperienza con Sweet Paris!



