Written by 10:08 am Moda

KENZO

Un nome, un brand, un mondo da raccontare.

Kenzo Takada: un uomo, un personaggio originale, il primo stilista orientale a farsi apprezzare dall’ambiente parigino dell’alta moda, colui che ha “unito Oriente e Occidente” attraverso trame, colori e consistenze diverse incredibilmente riconoscibili.

La prima boutique risale al 1970: siamo a Parigi, alla Galleria Vivienne, luogo in cui Takada creava tutti i suoi capi. Il brand, però, convince così tanto da esplodere in tutto il mondo a partire dal 1976 e godendo subito di successo e grandissime attenzioni dal mondo della moda.

Riconoscibile e assolutamente unico, Kenzo ha da sempre sprigionato una forte volontà nel mostrare come culture diverse (dunque usanze, colori, tessuti, profumi etc.) potessero coesistere in un unico e immenso pezzo di mondo, trasferito, in questo caso, su stoffa e cuciture particolari.

La diversità non è mai stata un ostacolo per lo stilista giapponese, ma sicuramente la chiave di volta del suo successo.

Un successo che, in poco tempo, ha sfondato anche le porte del beauty e delle essenze: “Flower by Kenzo” la prima linea di profumi femminili lanciata nel 1988 (per la linea maschile bisognerà aspettare il 1991) i cui spot continuano a girare nelle case di chiunque.

Il 1993 è l’anno in cui il brand è comprato dal gruppo LVMH, mentre nel 1999 Takada annuncia pubblicamente il suo ritiro dalle scene come “capo stilista”, dopo trent’anni di attività.  Nonostante questo evento e nonostante le difficoltà vissute dal brand prima di ritrovare la retta via (diversi direttori artistici che hanno messo a rischio l’immagine del marchio) la forza di Kenzo (in primis Takada) rimarrà per sempre nella storia, per il suo infinito mondo di cromie, di culture e di voglia di stravolgere i rigidi spazi dell’alta moda.

Grazie all’intervento della coppia di creativi Humberto Leon e Caol Lim il brand ha continuato con questo sconvolgimento e ha portato alle stelle l’immagine dello stesso.

L’impegno, la costanza e la voglia di immergersi in altre realtà, hanno fatto e fanno tuttora di Kenzo il simbolo dell’originalità e di una totale immersione verso “il nuovo”.

Ne sono esempio alcuni fashion film diretti da registi importanti (Akinola Davies Jr, Spike Jonze e Kahlil Joseph, ad esempio), alcune cantanti (Karen O, la cui canzone dà il titolo al film “Oh! My saint”), attrici e attori, coinvolti nella creazione di contenuti insoliti e mai banali. Ne è un esempio la collaborazione con il colosso svedese H&M e Vans o, ancora, pubblicità in cui sono comparse star di Hollywood e della musica, come l’iconica Britney Spears, Beyoncé, Rihanna e tante altre.  

Nulla è mai stato scontato nelle narrazioni di Kenzo e mai lo sarà, anche ora che il suo fondatore ha lasciato questo mondo per approdare chissà dove, magari in un’evaporazione di papaveri dal mare al cielo o in sella a un’elegante tigre, simboli iconici e immortali del brand.

Arrivederci Kenzo, “il cielo non è un limite, è solo la vista” e, se posso aggiungere, che meraviglia!

Mentre scrivevo questo articolo, ascoltavo:
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Tag: , Last modified: Ottobre 9, 2020
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