Gallup engagement personale
Siamo un’azienda globale di analisi e consulenza che aiuta le imprese e le organizzazioni a risolvere i loro problemi più urgenti.
Così si definisce Gallup, prestigiosissima firm della consulenza, aggiungendo di conoscere più di chiunque altro nel mondo i desideri di dipendenti, clienti, studenti e cittadini e di utilizzare questa conoscenza per portare cambiamento!
Chi meglio di Gallup per capire qualcosa di più su quanto accade oggi, in piena epoca da The Great Resignation, rispetto ai pensieri dei lavoratori così più propensi a lasciare un lavoro? Proprio l’ultima ricerca condotta dalla società di consulenza ci viene in aiuto.
Nell’indagine appena conclusa, Gallup ha intervistato ben 7.000 persone, che hanno fatto emergere 3 evidenze interessanti e che, sinteticamente, puntano il riflettore sui manager: il 50% degli intervistati ha dichiarato di abbandonare il lavoro a causa dei manager e il 70% dice che i manager sono responsabili di quanto si sentono coinvolti nel lavoro.
Comunicazione
Maggiore è la comunicazione che il collaboratore ha con il proprio manager diretto, maggiore è il coinvolgimento; lo studio rivela che riunioni regolari possono portare i dipendenti a sentirsi coinvolti fino a 3 volte in più. Ma non è tutto: gli intervistati dichiarano che si sentono più coinvolti quando il manager si interessa della loro vita privata. Quando i manager si connettono “personalmente” con i loro collaboratori è molto meno probabile che questi se ne vadano.
Punti di forza
Lo studio rivela che le persone hanno una risposta all’azienda più positiva quando vengono indotte a sviluppare i propri punti di forza e non esclusivamente a “sistemare” i punti di debolezza. Quando i lavoratori sono incoraggiati a migliorare ciò in cui sono già bravi, l’engagement con l’azienda aumenta del 67%, perché le persone si divertono a usare i loro talenti naturali!
Feedback
Gli intervistati hanno evidenziato che si sentono più coinvolti quando ricevono feedback frequenti dai propri superiori. Di contro, quando i collaboratori non hanno chiarezza su obiettivi, doveri e valutazioni su “come stanno andando”, sono molto meno coinvolti e – dopo poco – più propensi ad andarsene.
Tutto il mondo è paese
Queste evidenze fatte emergere da Gallup sembrano delle ovvietà, ma non lo sono; innanzitutto sono supportate da numeri piuttosto alti e – se pensiamo all’esperienza quotidiana – spesso i manager che si riempiono la bocca di buoni propositi, falliscono proprio nell’esserne fedeli esecutori.
Anche la ristorazione non è da meno, anzi spesso evidenzia maggiormente questi problemi ed opportunità, vuoi per la sua natura molto gerarchica, vuoi per la sua evidente immaturità nella managerializzazione, soprattutto in Italia.
Ne ho esperienza diretta grazie al mio lavoro. Nella ristorazione la maggior parte dei manager è partita dal basso, spesso da ruoli operativi di sala o cucina. Ovviamente questo è un bene, perché ci dice come il settore abbia generato dei programmi di carriera rudimentali, ma porta con sé alcune criticità. Una fra tutte la possibilità di promuovere a ruoli manageriali persone che hanno poche competenze e attitudine alla gestione delle persone e – credetemi – questo avviene di frequente. Essere il miglior cassiere o il migliore a fare accoglienza non significa matematicamente essere un ottimo leader!
Nell’esperienza di Buone Maniere, abbiamo di frequente osservato e messo in pratica una serie di attività che ci aiutano – ma soprattutto aiutano i brand nostri clienti – nell’engagement e nella formazione dei Restaurant Manager.
- Formalizzazione della cultura aziendale: dalla vision ai valori, dai modi di lavorare alla promessa al cliente;
- Diffusione continua della cultura aziendale: video di onboarding, e-learning, comunicazione costante tra CEO e ristoranti, tra i manager di backoffice e i manager dei ristoranti,
- Customizzazione di manuali, protocolli, procedure e strumenti di gestione in base alla cultura aziendale: è inutile predicare bene e non comportarsi di conseguenza!
- Formazione sul campo e in aula attraverso l’introduzione di un kit di strumenti del Restaurant Manager per migliorare le operations e – contemporaneamente – far crescere queste persone nella consapevolezza del proprio ruolo.
Non è un processo facile, ma quando incontriamo aziende che decidono di dedicarsi a questo tipo di formazione, i risultati non tardano mai ad arrivare!
Mi capita di sorridere quando leggo articoli che prefigurano improbabili futuri senza persone nelle nostre aziende, forse sono scritti da chi si è arreso fronte alla difficilissima gestione delle persone. Personalmente ritengo che questa sia la più bella sfida di qualsiasi impresa e organizzazione, sfida che nella maggior parte dei casi è capace di decretarne il successo o il fallimento!



