Episodio 6: “At The Vintage Shop” | Con Florence Welch | Ouverture Of Something That Never Ended
“At the vintage shop” comincia su un paio di scarpe che battono, spedite, su una via di Roma. Un tacco molto basso e un calzino bianco scandiscono ancora una volta il tempo, che pare essersi velocizzato di qualche secondo. Improvvisamente queste scarpe si fermano: la meta è stata raggiunta.
Un’insegna al neon verde recita “GUCCI” ed è subito atmosfera ancora più vintage del vintage emanato dall’intera serie.
Quelle scarpe appartengono a Silvia che, vista la scritta, decide di fermarsi e di entrare dentro questo misterioso e ricco negozio vintage. Prima, però, Silvia si sofferma all’esterno, incuriosita e soprattutto attratta da un manichino esposto fuori dalla vetrina (si ricorda che è la vetrina il primo vero punto focale del negozio; se la vetrina non funziona difficilmente la persona deciderà di entrare).
Questo manichino rappresenta una donna, vestita in modo elegante ma originale e unico – come solo Gucci riesce a fare; ha i capelli biondi vaporosi, le labbra carnose dal tono nude, grandi occhi azzurri e un trucco smokey dai toni neutri ma molto caldi. Questo manichino, a Silvia, appare vero.

Questo frangente, seppure assai breve, è decisamente tensivo. Infatti, vediamo Silvia osservare con attenzione il manichino esterno e allungare subito dopo lo sguardo verso la vetrina, in cui compare – meno in vista – un secondo manichino sempre femminile ed esteticamente molto simile a quello esterno.
Noi stiamo vedendo ciò che l’occhio di Silvia sta vedendo e fino a quando la ripresa non punta direttamente sul suo volto, non ci rendiamo effettivamente conto di come la protagonista stia reagendo. Si tratta di attimi flash, dopo i quali è ripresa Silvia e appare abbastanza scossa e commossa; si notano i muscoli facciali tesi, gli occhi fissi, le labbra leggermente socchiuse: Silvia ci sta dicendo tutto pur non dicendo assolutamente nulla (non vi sembra di averla già sentita questa frase?).

Quella lacrima che le taglia metà viso è sintomo di qualcosa che Silvia sta provando ma che non dice; potrebbe essere tutto e potrebbe essere un nulla intriso di sensazioni. Nonostante ciò, Silvia entra.
Il viaggio dentro il negozio è un viaggio quasi mistico, come dentro un labirinto infinito e disteso dalle pareti rosse (colore che ritorna) e dalle centinaia di capi vintage esposti.
Anche la musica rispecchia il momento e accompagna il cammino di Silvia caricandolo di magia, di tensione e suspense per quello che ancora deve accadere.
La boutique sprigiona meraviglia ed eleganza in ogni angolo; compaiono pezzi unici della maison e le persone che fruiscono lo spazio sono uniche e originali quanto i capi in vendita.

Silvia si prova due paia di occhiali, si specchia ed è sorpresa per quanto le stiano bene; ha dimenticato quella lacrima all’entrata e sorride. Intanto, però, fa il suo ingresso in negozio una donna misteriosa ma decisamente “eccentrica”, a causa dell’enorme cappello che sta portando.
È Florence Welch, conosciutissima come cantante del celebre gruppo Florence and The Machine, ma anche produttrice discografica, cantautrice e scrittrice. La sua presenza, come tutte quelle degli ospiti della serie, risulta assai calzante. Florence, infatti, da tempo si trova molto vicina a Gucci e ad Alessandro Michele, condividendo in tutto e per tutto i valori dello storico brand. L’abbiamo vista più volte indossare capi Gucci ed è stata scelta come testimonial per diverse campagne. Spirito libero, elegante, bohemien, Florence è incantevole in ogni sua mossa.

Ma tornando al negozio, vediamo la donna fare il suo ingresso e cominciare a scorrere le stanze testando in qua e in là la consistenza dei tessuti, sbirciando un po’ ovunque e godendosi l’intero spazio. C’è un momento in cui, con in mano un bellissimo abito colorato e luminoso, ha un’idea: tira fuori il suo taccuino e comincia ad appuntarsi qualcosa.


Strappa il foglietto, lo piega e lo inserisce nella tasca di un paio di jeans. Come un Pollicino moderno e in versione femminile, Florence comincia a lasciare messaggi un po’ ovunque; dentro le borse, dentro le giacche e pellicce… vuole raccontare qualcosa, vuole dire qualcosa senza farsi sentire né tantomeno vedere.

Molto presto questi messaggi segreti si svelano dalle persone che rimangono sorprese, sorridono, si guardano attorno cercando di capire qualcosa in più.
“With the rain come the secrets”
Florence, alla fine, lascia un bigliettino nella tasca dei jeans di Silvia che, qualche attimo dopo, lo trova e lo legge.
“Honey in the streets”

Silvia sorride, Florence esce dal negozio e l’episodio si conclude.
Con la pioggia arrivano i segreti o forse la pioggia sono le lacrime di Silvia, i segreti che si porta dentro o forse è la differenza del domani, la sua incertezza instabile, ignota, che batte e ribatte sulle vie di Roma, con la speranza che presto la strada si riempirà di miele, di quella dolcezza che manca da tempo.



