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GUCCIFEST: EPISODIO 4

La moda in serie: analisi della quarta puntata della mini-serie Gucci

Episodio 4: “The Theatre” | Con Jeremy O. Harris | Ouverture Of Something That Never Ended

Il quarto episodio ci porta in una nuova location: un teatro.

Nuovo episodio, nuovo spazio di narrazione: attori e attrici si stanno preparando per salire sul palcoscenico. Il volantino, ormai diventato simbolo indiscusso della serie, torna a fare capolino, questa volta nell’anta interna di un armadietto, attaccato con due piccoli pezzi di scotch. Ben visibile, è un ritorno eterno di parole scritte nere su bianco.

Intanto uomini e donne stanno provando dei passi, si scaldano, si vestono e Silvia, nel frattempo, sta aspettando di entrare per fare l’audizione.

È con l’amico Jeremy O. Harris (drammaturgo e attore di origini statunitensi) che, vedendola molto agitata, cerca di tranquillizzarla. L’ansia di Silvia si percepisce dai sospiri e dall’agitazione del corpo che non riesce a stare fermo; il suo outfit, invece, trasmette tutto l’opposto. Colori e brillantini infatti le regalano una luce totalizzante, nonostante l’opacità generale dell’atmosfera.

“Non preoccuparti e pensa che la coreografa pensa solo alla tua anima…e tu hai la più bella anima che io abbia mai visto”.

Il palco si riempie di persone, gli stessi attori e le stesse attrici che poco prima erano nei camerini a prepararsi. La coreografa, interpretata da Sasha Waltz (coreografa di professione), dà delle dritte rispetto ad alcuni movimenti.

In tutto ciò, però, Silvia non ha ancora fatto il suo ingresso in sala ma, anzi, si trova ancora nello “spazio limbico”, nell’anticamera del palcoscenico, sostanzialmente. Lei e Jeremy, allora, cominciano a improvvisare qualcosa di unico: sulle note del Bolero di Ravel i due cominciano a muoversi, l’uno in sintonia con l’altra, sfiorandosi le mani, facendoci sentire tutta la potenza che entrambi i loro corpi sprigionano.

Sono uno lo specchio dell’altra, si percepisce l’affetto che li accomuna, lo stesso che a fine improvvisazione li chiude in un abbraccio tenero e sorridente: un segno di speranza dentro la situazione surreale che tutto il mondo sta ancora – purtroppo – vivendo.

Ma ecco che la sala, improvvisamente, comincia a riempirsi. Ragazzi e ragazze cominciano a sedersi e lasciati accomodare dalla stessa coreografa. C’è anche Silvia e, dietro di lei, Jeremy.

Gli attori e le attrici cominciano a muoversi sinuosamente e simultaneamente, come fossero una sola materia coesa. In sottofondo, il Bolero di Ravel continua a scandire il tempo, altro simbolo di tutta la narrazione.

Siamo letteralmente catapultati dentro una lezione di teatro: movimenti, respirazione, pelle nuda, piedi in alto, ora in basso, un groviglio di corpi che appare leggero come una piuma; non pesa, non si percepisce, sta volando.

Silvia si alza, è il suo momento. La ritroviamo sul palco, si toglie scarpe e occhiali e comincia a provare insieme agli attori e alle attrici. Timida, imbarazzata, Silvia è agitata: la musica riparte.

Jeremy la guarda con gli occhi dell’orgoglio, ha stima di lei.

Nel momento in cui la musica incalza, il volume si alza e con lei l’intero gruppo di teatro appare ancora più fuso e forte: tutti si muovono in simbiosi ed è un momento di condivisione estrema.

Tale condivisione – che nasce come lezione e riscaldamento per attori e attrici – si estende dopo pochissimi attimi a tutto il pubblico presente. L’audizione di Silvia diventa a tutti gli effetti una performance collettiva.

Il pubblico diventa esso stesso attore, la sala si svuota dei corpi seduti e guarda dritto in viso chi occupa il palco.

Sarà la stessa sala sulla quale Silvia si era affacciata nel secondo episodio? Siamo quasi alla fine e Silvia, rimasta da sola in mezzo alla scena, comincia lentamente a sfocarsi, rimanendo viva solamente dei brillantini del suo completo.

Luci sfocate in diffusione, come quando vediamo in lontananza le luci di Natale teneramente accese.

Come un effetto caleidoscopico, Silvia scompare per trasformarsi in qualcos’altro di insolito, per vivere, così, altri attimi di vita.

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Tag: , , , , , , Last modified: Novembre 21, 2020
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